Cappe chimiche per attacchi acidi: materiali e EN 14175-7

Le lavorazioni con acidi aggressivi, digestioni a caldo e vapori corrosivi possono richiedere caratteristiche diverse rispetto alle normali attività sotto cappa chimica.

La scelta della soluzione dovrebbe partire dall’analisi dell’applicazione: sostanze utilizzate, concentrazioni, quantità, temperatura, frequenza delle operazioni, materiali presenti nel vano di lavoro e caratteristiche dell’impianto di aspirazione.

L’obiettivo è individuare una configurazione coerente con il rischio effettivo e con le condizioni reali di utilizzo del laboratorio.

Quando serve una cappa specifica per acidi

Non tutte le lavorazioni con sostanze acide richiedono la stessa configurazione.

L’utilizzo occasionale di piccole quantità a temperatura ambiente è molto diverso, ad esempio, da una digestione aperta eseguita a caldo o dall’impiego continuativo di sostanze fortemente corrosive.

Prima di definire la soluzione è utile considerare:

  • tipo e concentrazione degli acidi;
  • quantità utilizzate;
  • temperatura e carico termico;
  • frequenza e durata delle lavorazioni;
  • presenza di vapori particolarmente corrosivi;
  • materiali del piano e del vano di lavoro;
  • caratteristiche dell’impianto di estrazione;
  • eventuale necessità di trattamento dell’aria espulsa.

In presenza di acido fluoridrico, acido perclorico, elevate temperature o digestioni acide particolari, la valutazione deve essere ancora più specifica.

EN 14175-7 e applicazioni particolari

La serie EN 14175 rappresenta il principale riferimento europeo per le cappe chimiche da laboratorio.

Per applicazioni caratterizzate da elevati carichi termici e particolari lavorazioni con acidi può essere necessario fare riferimento anche ai requisiti specifici previsti dalla EN 14175-7.

Non è quindi sufficiente limitarsi alla generica indicazione “conforme EN 14175”: occorre verificare quali requisiti e quali prove siano pertinenti rispetto alla configurazione e al processo previsto.

La scelta deve derivare dall’applicazione reale e dalla valutazione del rischio, non soltanto dalle dimensioni della cappa o dalla portata nominale.

Materiali e resistenza chimica

Nelle applicazioni con acidi la scelta dei materiali è parte integrante della progettazione.

Piano di lavoro, rivestimenti interni, deflettori, componenti esposti e parti dell’impianto di aspirazione devono essere valutati rispetto alle sostanze utilizzate e alle condizioni operative.

Occorre considerare in particolare:

  • resistenza chimica;
  • temperatura di esercizio;
  • possibili condensazioni;
  • facilità di pulizia;
  • durata nel tempo;
  • compatibilità tra sostanze e componenti installati.

Per questo motivo è preferibile evitare una scelta basata soltanto su una generica definizione di materiale “anticorrosione”.

Aspirazione e comportamento della cappa

La sicurezza di una cappa non dipende semplicemente dalla quantità di aria aspirata.

Sono importanti il contenimento, l’aerodinamica del vano di lavoro, la posizione del saliscendi, le condizioni ambientali, il sistema di estrazione e le caratteristiche del processo svolto al suo interno.

Anche il carico termico può influenzare significativamente il comportamento dei flussi.

La portata di aspirazione deve quindi essere valutata in relazione alla configurazione e alle prestazioni richieste, evitando di considerare un unico valore come valido per tutte le applicazioni.

Quando valutare il lavaggio dei fumi

In alcune lavorazioni può essere opportuno prevedere un sistema di trattamento o lavaggio dell’aria estratta.

La necessità non dipende però soltanto dalla presenza di un acido. Devono essere considerate:

  • sostanza e concentrazione;
  • quantità utilizzata;
  • frequenza del processo;
  • caratteristiche dei vapori prodotti;
  • temperatura;
  • portata dell’aria estratta;
  • caratteristiche dell’impianto e del punto di emissione.

Quando necessario, il sistema di abbattimento deve essere dimensionato in funzione dell’applicazione e correttamente integrato con la cappa e con l’impianto di aspirazione.

Una scelta che parte dall’applicazione

Una cappa destinata a lavorazioni con acidi non dovrebbe essere scelta semplicemente confrontando dimensioni, portata o materiali dichiarati.

Un percorso corretto parte invece da:

sostanza → concentrazione → quantità → temperatura → processo → frequenza → impianto di aspirazione

Da questi elementi è possibile valutare se sia sufficiente una cappa chimica correttamente configurata oppure se siano necessari materiali, sistemi di estrazione o soluzioni specifiche per applicazioni ad elevato carico acido o termico.

Se devi configurare una nuova cappa o verificare l’idoneità di una soluzione esistente, puoi descrivermi brevemente sostanze utilizzate, quantità, temperature e tipo di lavorazione.

Partendo dall’applicazione è possibile individuare gli aspetti tecnici da approfondire prima di definire la soluzione.

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