Le cappe chimiche: protezione e contenimento dei contaminanti

Le cappe chimiche sono veri e propri dispositivi di protezione collettiva (DPC), progettati per tutelare la salute degli operatori durante le attività di laboratorio che comportano la manipolazione di sostanze chimiche potenzialmente pericolose.

La loro funzione principale è contenere i contaminanti generati durante le lavorazioni, evitando che possano diffondersi nell'ambiente e raggiungere gli operatori.

I requisiti di sicurezza secondo la UNI EN 14175

La norma UNI EN 14175-2:2004 definisce i requisiti di sicurezza e prestazione delle cappe chimiche di aspirazione di uso generale.

Tra gli obiettivi principali figurano:

  1. Contenere i contaminanti generati dai processi svolti all'interno della cappa.
  2. Rimuovere i contaminanti dallo spazio di lavoro mediante un adeguato sistema di aspirazione.
  3. Limitare gli effetti delle perturbazioni esterne, come correnti d'aria, movimenti degli operatori e passaggio di persone nel laboratorio.
  4. Proteggere l'operatore da spruzzi accidentali e particelle proiettate, anche attraverso le caratteristiche costruttive del saliscendi frontale.
  5. Contribuire alla riduzione dei rischi associati ad atmosfere pericolose, attraverso il contenimento e la rimozione dei contaminanti.

Una cappa chimica ordinaria non deve tuttavia essere considerata un dispositivo capace di garantire, in ogni circostanza, protezione contro le esplosioni. La scelta della cappa e delle eventuali misure di protezione specifiche deve derivare dalla valutazione dei rischi delle lavorazioni previste.

Per approfondire i criteri di scelta, le configurazioni disponibili e i requisiti di sicurezza, consulta la pagina dedicata alle cappe chimiche da laboratorio EN 14175.

Il contenimento: un parametro fondamentale

Il flusso d'aria aspirato dalla cappa contribuisce a rimuovere i contaminanti prodotti al suo interno e a limitarne la fuoriuscita attraverso l'apertura frontale.

La capacità di contenimento rappresenta uno dei principali parametri per valutare le prestazioni di una cappa chimica.

Durante le prove normalizzate previste dalla UNI EN 14175-3:2019 viene utilizzato un gas tracciante, la cui concentrazione viene misurata in condizioni definite.

Quando la concentrazione del gas tracciante è espressa in ppm (parti per milione), valori inferiori, a parità di condizioni di prova, indicano una minore fuoriuscita del contaminante e quindi migliori prestazioni di contenimento.

La concentrazione misurata in ppm non deve essere confusa con il fattore di contenimento, che è invece un rapporto tra concentrazioni.

L'importanza della corretta installazione e manutenzione

Le prestazioni di una cappa chimica non dipendono soltanto dalle sue caratteristiche costruttive.

Anche la corretta installazione, il sistema di aspirazione, le condizioni di ventilazione del laboratorio, le modalità di utilizzo e le verifiche periodiche contribuiscono a mantenerne l'efficacia nel tempo.

Per questo motivo è importante valutare non soltanto le prestazioni iniziali della cappa, ma anche il loro mantenimento durante la vita operativa.

La sicurezza di una cappa non si ferma all'installazione.

Le verifiche periodiche e una corretta manutenzione aiutano a mantenere nel tempo le prestazioni di contenimento e la sicurezza degli operatori.

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